
12 marzo 2026
Con un comunicato ufficiale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato l’imminente adozione di un provvedimento correttivo alla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), finalizzato a introdurre chiarimenti, rinvii e miglioramenti tecnici a tre aree chiave della normativa fiscale.
L’obiettivo dichiarato dal MEF è garantire maggiore certezza applicativa, tutela del legittimo affidamento e agevolazioni più efficaci per la competitività delle imprese.
La legge di Bilancio 2026 aveva introdotto, ai commi 126‑128 dell’art. 1, un contributo fisso di 2 euro sulle importazioni definitive di spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra‑UE.
La misura nasce per coprire i costi amministrativi sostenuti dalle Dogane nella gestione dei numerosissimi piccoli invii legati all’e‑commerce.
Il MEF ha annunciato che il nuovo provvedimento rinvierà l’operatività dell’obbligo al 30 giugno 2026, per consentire all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di completare l’aggiornamento dei sistemi informatici, assicurando così una procedura uniforme e priva di criticità.
La manovra 2026 (commi 138‑139 dell’art. 1) ha modificato profondamente i criteri di determinazione della base imponibile IVA nelle permute e nelle dazioni in pagamento.
La disciplina vigente fino al 2025
Si assumeva come base imponibile il valore normale del bene o del servizio ceduto.
La novità introdotta dalla manovra
Dal 2026 il riferimento viene spostato sui costi sostenuti dal cedente o prestatore per effettuare la cessione o prestazione.
Il chiarimento del MEF
Per evitare incertezze e applicazioni retroattive, il provvedimento in arrivo preciserà che:
Una scelta che tutela il legittimo affidamento degli operatori, preserva la coerenza dei rapporti contrattuali e assicura certezza del diritto.
La terza modifica annunciata riguarda il nuovo regime di iper‑ammortamento previsto dai commi 427‑436 della legge di Bilancio 2026, applicabile agli investimenti effettuati tra 1° gennaio 2026 e 30 settembre 2028.
L’agevolazione prevede una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale secondo i criteri dell’Industria 4.0:
La modifica introdotta
La disciplina originaria limitava il beneficio ai beni prodotti in Europa o nei Paesi dello SEE.
Il nuovo provvedimento elimina questo requisito, aprendo l’agevolazione anche ai beni prodotti al di fuori dell’UE e dello Spazio Economico Europeo.
Una decisione che amplia le possibilità di investimento per le imprese e favorisce la massima libertà di scelta tecnologica, senza vincoli territoriali.
Il provvedimento legislativo è atteso a breve e le novità potrebbero incidere sulle scelte operative e fiscali delle aziende già nel corso del 2026.
Lo Studio è a disposizioni per eventuali chiarimenti.